Enzo D'Andrea

Archivio degli articoli di: Enzo D'Andrea

Enzo D’Andrea è un geologo che interpone alle attività lavorative la grande passione per la scrittura. Come tale, definendosi senza falsa modestia “Il più grande scrittore al di qua del pianerottolo di casa”, ha scritto molti racconti e due romanzi: “Le Formiche di Piombo” e "L'uomo che vendeva palloncini", di recente pubblicazione. Non ha un genere e uno stile fisso e definito, perché ama svisceratamente molti generi letterari e allo stesso tempo cerca di carpire i segreti dei più grandi scrittori.
Oltre che su MeLoLeggo, scrive di letteratura sul blog @atmosphere.a.warm.place, e si permette anche il lusso di leggere e leggere. Di tutto: dai fumetti (che possiede a migliaia) ai libri (che possiede quasi a migliaia). Difficile trovare qualcosa che non l’abbia colpito nelle cose che legge, così è piacevole discuterne con lui, perché sarà sempre in grado di fornire una sua opinione e, se sarete fortunati, potrebbe anche essere d’accordo con voi. Ama tanto la musica, essendo stato chitarrista e cantante in gruppi rock e attualmente ripiegato in prevalenza sull’ascolto (dei tanti cd che possiede, manco a dirlo, a migliaia). Cosa fa su MeLoLeggo? cerca di fornire qualcosa di differente dalle recensioni classiche, preferendo scrivere in modo da colpire il lettore, per pubblicizzare ad arte ciò che merita di essere diffuso in un Paese in cui troppo spesso si trascura una bellissima possibilità: quella di viaggiare con la mente e tornare ragazzi con un bel libro da sfogliare.

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Scrivere di ragazzi, da adulti, è molto difficile. Ne so qualcosa anch’io. Allo stesso tempo è un’esperienza così affascinante che non vorresti mai tornare indietro. Sarà per quel pizzico di bambino–ragazzino che resta dentro ognuno di noi, sarà per quella nostalgia canaglia che ci riporta immancabilmente al tempo trascorso in fretta e furia, senza sapere […]

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Quando sei al limite, hai solo due soluzioni davanti a te: andare avanti per vedere come finisce, o tornare indietro con la coda tra le gambe e in testa un dubbio che non si sgonfia più. Quando sei al limite, devi scegliere se portarti dietro il ricordo, l’angoscia di un presente che non ti appartiene […]