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Intervista a Simona Cantelmi, autrice di “Io non mi trucco”

Io non mi trucco della scrittrice e giornalista bolognese di Budrio Simona Cantelmi è un libro stupendo, con donne tra i trenta e i quarant’anni protagoniste, i loro problemi con l’altro sesso, lavori più o meno precari, vite di oggi. Ogni capitolo ha un nome di donna, che viene raccontata e poi può anche tornare, mentre la sua storia si sviluppa, lega, avviluppa, con quella delle altre in maniera molto semplice, direi quasi naturale.

C’è Sara, madre in attesa (ma anche figlia) sedotta e abbandonata, c’è Tamila, la vicina di casa russa, grassa e bella, madre di tre figli felicemente sposata, fa la cameriera. C’è la collega di questa, Betty, cameriera magra ma altrettanto bella, dalla vita sregolata, che fa anche la fotografa e videomaker. C’è Elvira, la madre dispotica di Sara, e Valeria, la giornalista amica di Sara, persa e illusa da una storia con uno scrittore sposato che la seduce e abbandona. C’è Chiara, modella lesbo dai capelli corti, amante/compagna di Betty…

La storia di Io non mi trucco è nelle loro azioni, nell’intrecciarsi come in un film a episodi delle loro storie. Pochi uomini, pochissimi positivi (forse solo Davide, il marito di Tamila e Berto, il gatto di Betty) in questo moderno Speriamo che sia femmina ambientato nella Bologna di oggi, altra grande protagonista (è anche lei una donna, del resto, una grassa signora, come cantava Guccini).

Io non mi trucco è uscito lo scorso anno con Les Flâneurs Edizioni, suscitando un sacco di interesse e moltissime presentazioni nell’area emiliano-romagnola, ma non solo. Di questo e altro ne ho parlato con l’autrice, Simona Cantelmi.

Io non mi trucco
Io non mi trucco

Come è nato Io non mi trucco?

L’idea è sorta durante le presentazioni del mio romanzo precedente, Il Protettore del tempo, parlando con le mie amiche attrici che leggevano alcuni brani durante quegli eventi. Abbiamo riflettuto e parlato – e continuiamo a farlo perché siamo molto legate – delle nostre vite lavorative, delle nostre relazioni amorose, delle amicizie e da ciò è scattata in me la scintilla e soprattutto l’esigenza, sia come scrittrice sia come donna, di dover raccontare cosa si cela nel cuore di noi donne e di come possa essere forte la solidarietà fra noi quando esistono dei legami di amicizia puri e solidi.

Perché tu non ti trucchi? Mi viene questa domanda spontanea, perché sembra che il personaggio più autobiografico sia quello di Valeria, che in un momento del libro non si trucca… È così? Oppure c’è qualcosa di te in ogni personaggio?

Io un po’ mi trucco, anche se poco, un po’ di rossetto e mascara per lo più. Valeria, una delle protagoniste del romanzo, in un momento di sconforto afferma di non volersi truccare, ma non lo dice con un risvolto positivo, è triste e non vuole farsi bella per nessuno e, soprattutto, nemmeno per se stessa. Perché il trucco è un atto d’amore nei confronti di noi stesse e, se trucchiamo qualcun altro, nei confronti di questa persona. Nel romanzo è così: Tamila, un altro personaggio del libro, trucca le amiche e lo fa per prendersi cura di loro e dimostrare tutto l’affetto che nutre per loro. Tornando a Valeria e alla tua domanda, sì, qualcosa di autobiografico in Valeria c’è, non solo perché è una giornalista come me. Però anche in Sara – le cui vicende sono un po’ il fil rouge che collega le vite di tutte e quattro le protagoniste – e in Betty c’è qualcosa di me, anche se hanno vite diverse dalla mia.

I personaggi del romanzo danno i titoli a ogni capitolo. Ogni capitolo ha un nome di donna… a parte uno, che ha quello del marito di una delle protagoniste. Perché queste scelte?

È venuto naturale comporlo così, è come se ad ogni capitolo io sia entrata nella protagonista di cui si raccontano le gesta e abbia seguito le sue emozioni, in altre parole vissuto con lei. Sono quattro nomi che si alternano: Sara, Betty, Tamila e Valeria, sono le protagoniste di questo romanzo corale. Uno solo è dedicato a un uomo, Davide, il marito di Tamila. Lui meritava di avere un momento tutto per sé: è un uomo dolce, solido, comprensivo, empatico e innamorato della moglie. Altri uomini presenti nella storia non sono personaggi positivi come lui. Ma spetta al lettore decidere alla fine.

Leggendolo, si pensa, più che a un film, a una serie televisiva. Potrebbe esserlo? Con quale regista e quali attrici?

Mi piacerebbe molto che diventasse un film o una serie televisiva e credo si presti molto ad esserlo. Mi tenti chiedendomi i nomi di eventuali registi e attrici! Vedrei bene dietro la macchina da presa un Ozpetek o un Garrone: se devo sognare tante vale puntare in alto, no? Per quanto riguarda le attrici, un nome che mi viene in mente è quello della mia concittadina bolognese Matilda De Angelis, che tra l’altro, prima del successo al cinema, è stata cantante della band di Bologna Rumba De Bodas, che conosco molto bene e con cui ho collaborato.

Simona Cantelmi
Simona Cantelmi

Hai fatto un sacco di presentazioni, ti sei divertita? Cosa ti ha dato questo girare l’Italia a parlare del tuo romanzo? Ne farai ancora?

Fare le presentazioni è la parte più bella del lavoro di scrittore, incontri direttamente i lettori e racconti la genesi di ciò che hai scritto. Io non mi trucco mi ha dato la possibilità di girare per la penisola e ho potuto raccogliere i pareri di lettrici e lettori – il libro viene letto anche da molti uomini e ciò mi rende felice! Altre presentazioni sono in via di definizione…

Potrebbe uscire un altro libro con le stesse protagoniste? O alcune? Da lettore sembra di sì, da autrice?

Durante questi mesi molti lettori mi hanno chiesto se farò un seguito. Al momento posso solo dire che mi piacerebbe, non so se con tutte le protagonista o solo una o alcune. Ora sto scrivendo altro, ma non escludo in futuro di tornare ad occuparmi delle vicende delle protagoniste di questo romanzo.

Progetti futuri di Simona Cantelmi?

Sto scrivendo un romanzo a tinte noir. I tempi dell’editoria sono sempre molto lunghi quindi non so dirvi quando uscirà, ma uscirà. E ho in mente anche altri plot, quindi il materiale non manca. Un mio altro progetto extraletterario è quello legato alla musica: sarò al Nassau di Bologna il 13 aprile per i 30 anni della morte di Kurt Cobain, con la band degli AK47 a suonare Unplugged in New York e io a raccontare Kurt.

Diego Alligatore

Diego Alligatore è critico rock del web dalla lontana estate del 2003, quando ha iniziato a scrivere di rock indipendente italico sul portale della nota agenda Smemoranda. Da allora non ha più smesso, intervistando e recensendo centinaia di gruppi dell'underground di casa nostra, oltre che su Smemoranda.it anche sul BLOG DELL'ALLIGATORE, su Frigidaire e Il Nuovo Male cartacei. A gennaio 2018 fonda con la sua compagna Elle L'ORTO DI ELLE E ALLI, sito di orto bio e culture alternative, cose curate insieme con passione autentiche. In tutti questi posti non ha mai dimenticato che anche la letteratura può essere rock, parlando con giovani scrittori italici, recensendone libri, incontrandoli in alcune presentazioni. Nel 2021 è uscito con Arcana il suo "Giovani, musicanti e disoccupati", libro di interviste a musicanti indipendenti durante il lockdown del 2020. Cosa fa su MeLoLeggo? Continuerà a cercare giovani autori, parlando con loro di buoni libri, perché la vita è troppo breve per sprecarla con cattive letture.

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