Nove perfetti sconosciuti, di Liane Moriarty

Vi è mai capitato di cominciare a guardare un film o una serie tv, scoprire dopo pochi minuti dall’inizio che è liberamente tratto da un romanzo e finire entro la mezz’ora successiva a fare il giro di tutte le librerie della città, convinti di aver finalmente trovato il libro che vi cambierà la vita?

Personalmente ho perso il conto delle volte in cui mi è capitato.

Nove perfetti sconosciuti
Nove perfetti sconosciuti

E anche questa volta, dopo soli 10 minuti a Tranquillum House, ci sono cascata di nuovo e sono corsa ad acquistare Nove perfetti sconosciuti (Mondadori editore, trad. di Enrica Budetta), il romanzo di Liane Moriarty dal quale è stata tratta l’omonima miniserie Prime Video, che vede nel cast – tra gli altri – Nicole Kidman, Melissa McCarthy (“Una mamma per amica”), il vincitore di due Emmy Bobby Cannavale (“Will & Grace” e “Boardwalk Empire”).

Nove perfetti sconosciuti ha una trama ammaliante, che catalizza l’attenzione del lettore sin dalle premesse iniziali: 9 clienti di un resort di lusso denominato Tranquillum House pronti a far di tutto per i successivi dieci giorni, tra digiuni detox, lezioni di meditazione all’alba e scampagnate in silenzio forzato per diventare la versione migliore di sé, ciò che non sono mai riusciti a essere prima di allora.

Giorno dopo giorno i programmi di Masha, la guru di Tranquillum House, si trasformeranno da originali a inconsueti, fino a sfociare in richieste allarmanti al punto che i nove clienti del resort inizieranno a temere per la propria incolumità, fino a rimpiangere ciò che ognuno di loro ha lasciato fuori.

Frustrazioni, segreti celati per anni, gelosie, paure, sensi di colpa fanno da carburante a un romanzo che esplode tra le pagine, in un perfetto bilanciamento tra azioni ed emozioni.

Nove perfetti sconosciuti non è di certo un libro capace di cambiare la vita ma ha il pregio di sorprendere il lettore con un racconto atipico, che perde la verve solo alle ultime battute finali quando il paradosso ha la meglio sull’abilità narrativa dell’autrice.

Il romanzo di Liane Moriarty rimane comunque un’opera che vale la pena leggere per l’idea che sta alla base dell’intero libro e per la capacità dell’autrice di stimolare il lettore a riflettere su temi esistenziali importanti: vita e morte, estremismo ed equilibrio, lecito e vietato.

Roberta Taverna

Di giorno Roberta Taverna, dottoressa in giurisprudenza , corre tra un’aula di tribunale e l’altra, mentre la sera si dedica al primo grande amore della sua vita: i libri. Lettrice instancabile, fa scorrere tra le sue dita le pagine di centinaia di libri ogni anno; legge in treno, mentre corre sul tapis roulant in palestra, camminando per strada… Predilige i romanzi contemporanei stranieri, con qualche ciclica capatina tra classici dell’Ottocento. Ha frequentato corsi di giornalismo e di scrittura comico-creativa, ha collaborato con alcune testate locali e ha fatto parte della giuria del concorso letterario Casa Sanremo Writers 2014. Ha creato e coordina il sito letterario Inkbooks. Cosa fa su MeLoLeggo? Legge molto, cerca di smaltire la pila infinita di volumi che si moltiplicano inspiegabilmente ogni giorno sugli scaffali di casa e recensisce tutto ciò che scopre imperdibile.

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