Giulio Perrone e L’Esatto Contrario: quando il noir si sposa con la realtà – Intervista

L'esatto contrario

L’esatto contrario

“L’Esatto Contrario”, uscito recentemente per le edizioni Rizzoli, è una realtà nella realtà, dove tutto è chiaro e tutto pronto a confondersi: Riccardo, immerso nel suo film, e Giulio Perrone, la mano che ha costruito questo giallo, regista di un film che catturerà tutti noi, spingendoci a percorrere quella strada fino in fondo, rischiando, credendo. Ognuno ha i suoi gialli da perseguire, da inseguire. Perrone, tra pennellate di borgate e di ricordi, ce ne regala uno che ci mancherà al finale. Lo leggeremo tutto d’un fiato e ci sembrerà di sentire il bisogno di sapere ancora, di incontrare ancora Riccardo, il suo nuovo adattarsi dopo aver cercato di mettere in fila ogni pezzo del puzzle che tiene stretto tra le dita.

Proviamo a conoscere meglio l’autore di questo intrigante noir.

Giulio Perrone

Giulio Perrone

Giulio Perrone, editore, scrittore, vivendo tra i libri e, fino all’esordio, libri altrui, come avviene il suo passo da una parte all’altra?

Con grande spensieratezza. Si tratta di una bella opportunità che mi sto godendo fino in fondo provando delle sensazioni e delle emozioni nuove e differenti.

Sono tentata dal chiederle, quale dei due ruoli sente più calzante?

Prima dell’editoria è venuta la passione per la lettura e per la scrittura, quindi questo romanzo è stato un ritorno alle origini. Però non posso negare che il ruolo di editore mi ha dato e continua a darmi tantissimo.

Si chiede, chi scrive, chi leggerà? Come si definirebbe da scrittore?

Penso di avere la qualità di riuscire a non prendermi mai eccessivamente sul serio nella vita e di aver portato questo anche nella scrittura e nel protagonista del mio romanzo.

Probabilmente è un errore, ma un’operazione che accade, cercare tra le righe l’autore, i suoi tratti. Quanto c’è di Riccardo in Giulio? simili per qualche verso o l’esatto contrario?

Ci sono molte mie storie vissute ed esperienze nei tanti flashback del libro. Per il resto credo che siamo distanti nel modo di intendere e vivere la vita. Ci accomuna poi la grande passione per la Roma però.

Cos’è esattamente “L’Esatto Contrario”,  il ricordo da capire, l’illusione, il sapore fugace di Giulia?

È soprattutto la sensazione che il protagonista prova in molti momenti della storia sia nei confronti di altri personaggi che incontra, sia nei confronti di un certo mondo che gli ruota intorno e che sente ostile, diverso, distante da sé. Non che Riccardo sia un cavaliere senza macchia e senza paura ma crede in alcune cose, ha una sua morale che cerca di seguire e che non piega agli interessi personali come molte delle figure che gli ruotano intorno.

Belle, indipendenti, a loro modo le donne nel suo romanzo sono tutte, anche quelle mosse da altrui mani, toste e incisive. Giulia, vittima e carnefice forse. Ma come vede le donne, lei?

Credo che le donne del libro spicchino tutte per qualche peculiarità che le guida e le sorregge ma in generale, forse a parte una, non sono deboli o rinunciatarie. Agiscono e cercano di determinare il proprio destino. Questo mi piace. Non amo le donne banali o senza profondità, credo che il confronto o anche il contrasto siano molto stimolanti.

Riccardo si muove in luoghi che non sono solo sfondo, partecipano, accompagnano, proteggono. La “Grande bellezza” di questa metropoli eterna, non è una scelta casuale… Come vive la sua città?

La amo e la odio come tutti coloro che sono nati e cresciuti a Roma. Ma non potevo scegliere altra ambientazione. L’idea era quella di restituire però una Roma assolutamente non monumentale ma vera, viva, contemporanea… Per questo ho scelto San Lorenzo, che è esempio di come tradizione e cultura multietnica possono fondersi in un mix meraviglioso. Oltretutto Roma si sposava molto bene con la mia idea di una scrittura di base anche ironica e in cui anche le cose più terribili possono essere raccontate con una battuta, magari amara.

Un romanzo il suo, fedele a quella verità per cui il viaggio, si misura dal percorso più che dall’approdo. Tutto il cammino è talmente ben costruito da essere godibile per tutta la durata. Come si tiene alta la tensione del lettore?

Credo che sia fondamentale fare in modo che il lettore possa, sin dalle prime pagine, camminare al fianco del protagonista, vivere le sue emozioni e riuscire a lasciarsi coinvolgere in ogni sua avventura. Solitamente se si riesce in questo si è già a buonissimo punto.

C’è un autore che l’ha ispirata?

Ci sono autori che amo molto e in generale penso che si debba qualcosa a qualsiasi nostra lettura. A cominciare dai classici fino ad autori che ritengo straordinari come McCarthy, Arriaga, Lansdale o Don Winslow.

Il thriller è una scelta, o una declinazione arrivata via via?

Credo anzitutto che questo libro sia più un noir che un thriller, ma senza entrare troppo in ragionamenti e declinazioni di genere penso che il noir sia oggi uno strumento molto interessante per raccontare la realtà contemporanea.

Cosa leggerà questa estate?

Sto leggendo un bel volume di Einaudi che raccoglie tre romanzi di Lansdale con protagonisti i suoi due investigatori sui generis, Hap e Leonard.

Molti pensano che la fatica si chiuda con l’uscita di una pubblicazione, gli addetti ai lavori non la pensano proprio così. Cosa determina il successo di una storia secondo lei?

Oggi come oggi non si può pensare che un romanzo abbia successo senza che l’autore si impegni a fondo nel farlo conoscere con presentazioni, eventi e un intenso lavoro sui social. D’altronde è anche vero che non c’è niente di più bello dell’entrare in contatto con nuovi lettori e confrontarsi con loro.

Ha già pensato al prossimo romanzo?

Diciamo che sto cominciando a scrivere qualcosa. Ho già un’idea abbastanza precisa che è però in fase di sviluppo. Il protagonista sarà ancora Riccardo.

Non vediamo l’ora di leggere ancora di Riccardo, seguendolo magari tra le strade della sua bellissima città, a bordo di una vespa, alla ricerca di altre verità…

Inserito in: Interviste, Novità
Stefania Castella

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Mi chiamo Stefania e sono nata a Napoli da padre con occhi trasparenti e madre con lunghissimi capelli biondi e gonnellone hippy. Non so perché ve lo dico, solo perché tutti scriviamo dove nasciamo e nessuno da chi. Sono grafica pubblicitaria e soprattutto mamma a tempo pieno e indeterminato. Scrivo da quando ho imparato, leggo da sempre e ascolto da molto di più. Mi piace leggere e raccontare storie, dare voce. Scrivere è la mia esigenza, la mia necessità. Mi piace raccontare ciò che ho letto cercando di trasmettere l'emozione che ho provato, lasciandovi entrare nel viaggio che ogni scrittore regala. Se questo si chiama recensire, allora recensisco. Cosa fa su MeLoLeggo? Quello che amo fare: immergermi in una storia di carta, con rispetto e onestà, affiancandomi con voi alle pagine e percorrendo lo stesso bellissimo sogno. Ogni scrittore partorisce le sue creature con amore e fatica, quello che possiamo fare è raccogliere la sua storia. Se una storia non piace non si può stroncarla, solo evitare di raccoglierla, no?

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