Piccolo libro sull’amore, di Ulf Stark

L’amore nasce sempre dalle piccole cose: un gesto, una parola o, come nel caso di Fred, da qualche ricciolo scuro di una ragazzina con la voce nasale e il corpo robusto. Sono amori che di piccolo hanno solo la misura delle complicazioni, perché nella loro espressione lineare di gentilezza e affetto sono invece dei giganti.

Piccolo libro sull’amore

Nel gelido inverno che Stark ci descrive, Fred è un bambino che affronta le giornate con l’ingenuità propria della sua età, ma in uno scenario costellato di eventi molto più grandi di lui, come la guerra e il padre assente, impegnato a combattere contro quell’“idiota che faceva la guerra”, quello “con i baffetti neri”. La sua quotidianità è fatta di scuola, qualche amico, un lavoretto alla bancarella degli abeti, come anche di lunghe chiacchierate con la presa d’aria all’interno del guardaroba, in mezzo agli abiti ancora pregni del profumo del genitore lontano.

Reso nella sua versione italiana dalle parole di Laura Cangemi per Iperborea, il Piccolo libro sull’amore di Ulf Stark è tutto permeato di una delicatezza sottile che si irradia tra le pagine. Attraverso le illustrazioni senza tempo di Ida Björs, Stark ci guida in un’atmosfera leggera, tenue e frizzante come la neve, riuscendo nell’arduo e magico compito di farci arrivare all’ultima pagina con il cuore un po’ più caldo e sì, anche un po’ più bambini. Nel senso più bello e genuino del termine.

Piccolo libro sull’amore

Ci incamminammo nella neve fresca dritti come due soldatini facendo passetti piccolissimi, io davanti e Oskar subito dietro con la mazza da bandy in spalla. Ogni tanto ci toccava fare un salto di lato, per poi riprendere a trascinare i piedi congelati.

Quando finimmo, dall’alto si poteva leggere la nostra scritta gigantesca:

VOI SAPETE COSA VOGLIAMO

«Dovrebbe bastare», dissi. «Mio padre ha detto che sono le potenze celesti a decidere. Speriamo che serva a qualcosa.»

«Gia», concordò lui. «Se una fata della fortuna sorvola la baia…»

«Sì. O se Dio guarda giù, una volta o l’altra.»

«Esatto. O se a Babbo Natale capita di passare di qui con le sue renne voltanti.»

Scoppiammo a ridere. Facevamo del nostro meglio per divertirci, anche se sapevamo di essere troppo grandi per credere a quelle sciocchezze. Cos’altro avremmo dovuto fare? Senza tutti quei se, la nostra vita sarebbe stata molto più deprimente.

Era venuta l’ora di tornare ciascuno a casa sua, con la busta.

«Ci vediamo domani», dissi.

«Sì, a domani», rispose.

Alice de Carli Enrico

Alice de Carli Enrico

Alice de Carli Enrico è traduttrice e giornalista freelance. Ha cominciato a leggere romanzi all'età di 8 anni e non ha più smesso. È appassionata di scrittura e lettura, dell'uso corretto della lingua italiana, di viaggi lunghi ed economici, del suono delle parole e di mari in tempesta. Ovunque vada porta sempre un libro con sé, l'unico oggetto in grado di renderla quieta anche nelle più improbabili situazioni. Cosa fa su MeLoLeggo? Scrive recensioni, dirige le pubblicazioni, revisiona racconti e romanzi dando la caccia all'errore con la meticolosità di un cecchino (a volte gli stessi scritti tremano dalla paura). Lavora tanto e consuma poco: necessita solo di una coperta, un divano e ovviamente un libro.

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