La casa ai confini del tempo, di Ilaria Vitali

La casa ai confini del tempo

La casa ai confini del tempo

“Nel rovescio delle cose ho imparato a sentirmi a mio agio”. Siamo nel 1992 nella pianura padana, tra paesaggi dall’orizzonte sterminato, insieme a una ragazzina, Zoe, che va a trascorrere le sue vacanze dai nonni e ci mostra, nel dispiegarsi delle pagine, il suo modo di interpretare il mondo dalla casa-treno che affaccia su universi diversi.

Zoe è molto acuta e fortemente critica verso tutto ciò che la circonda e non è mai sazia di novità, interessandosi di ogni cosa, dalla musica alla storia, guidata da Carlo, il suo mentore, che prende anche un po’ il posto di quella figura paterna che lei non ha avuto nemmeno il tempo di salutare prima che se ne andasse. In sua compagnia vi sono anche Lorenzo e Mujo, gli unici due suoi coetanei con i quali poter trascorrere il tempo. Sono molto diversi tra loro: il primo è spensierato e allegro, mentre il secondo è figlio di una famiglia nomade di teatranti, abituato ai cambiamenti e all’instabilità delle cose; insieme rappresentano, nelle loro individualità, due modi completamente diversi di vivere la stessa età.

Con Zoe ci ritroviamo ad affrontare temi che nella vita sono importanti, ma che attraverso i suoi occhi assumono la leggerezza e semplicità proprie di una giovane ingenuità a cui spesso non si è più abituati. A questo si aggiunge il fatto che sempre l’accompagna la strana sensazione che gli oggetti vogliano metterla in guardia e in qualche modo avvertirla che qualcosa di grande e importante è in procinto di accadere; mi ha riportato alla mente un film: “La leggenda del pianista sull’oceano” di Tornatore. Lì si sviluppa un lungo e bellissimo dialogo tra Tim Roth, che interpreta il protagonista, e Pruitt Taylor Vince, Max nella pellicola, sui quadri che cadono senza ragione:

…i quadri: stanno su per anni, e poi senza che accada nulla, ma nulla dico, FRAN, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, però loro a un certo punto… FRAN, cadono lo stesso. Nel più assoluto silenzio, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola e loro FRAN! Non c’è una ragione, perché proprio in quell’istante? Non si sa!

Anche Zoe non riesce a spiegarsi come mai alcune cose, alcuni oggetti, sembrino avere un loro spirito d’iniziativa che li porta a cambiare posto o forma, e non riesce nemmeno a trovare qualcuno con cui parlare di queste sensazioni, anche per paura di cosa potrebbero dirle o pensare. È questo dire o non dire che la tiene in scacco, così come la linea sottile tra ciò che è vero e ciò che non lo è, tra il mondo dei grandi e la fanciullezza spensierata. Con lei porta sempre un “salvapensieri”, come una chiave per la porta del futuro e maniera per non dimenticare le cose importanti da fare. Ma cos’è importante?

“La casa ai confini del tempo” è un romanzo psicologico che sottolinea il difficile percorso della vita, come in una estate tante cose possano cambiare, come una giovane ragazza possa ritrovarsi catapultata nel mondo dei grandi e andare incontro alla crescita. L’autrice mette in luce la differenza tra le aspettative degli adulti e quelle dei bambini e contestualizza i fatti di cronaca contemporanei riportandoli attraverso gli occhi di una ragazzina, creando al contempo un testo adatto a tutte le generazioni, scritto con uno stile fresco e scorrevole. Ilaria Vitali non lascia nulla al caso e stuzzica la curiosità del lettore inserendo nel racconto elementi nuovi e originali, come quando Zoe s’imbatte negli strani messaggi della casa sul grande fiume, dove il nonno costruisce aquiloni che forse non voleranno mai….

Autrice: Ilaria Vitali

Titolo: La casa ai confini del tempo

Pagine: 160

Casa editrice: 0111 Edizioni

Prezzo: 14,50 euro

Inserito in: Novità, Recensioni
Marzia Giosa

Articolo inserito da:

Marzia Giosa è dottoressa in Arti e scienze dello spettacolo. Esperta di storia del teatro e di tutto ciò che appartiene alle arti performative, ha sviluppato il suo rapporto con la lettura in maniera trasversale attraverso i generi. Concilia il diavolo e l'acqua santa: ama i romanzi e i film del terrore quanto un testo di De Filippo, raccontare fiabe ai bambini quanto perdersi in un dialogo di Beckett. Cosa fa su MeLoLeggo? Recensisce libri, soprattutto quelli dalle note cupe e misteriose. Dice di non spaventarsi mai, ma stranamente non legge mai di sera...

I commenti sono chiusi.