In libreria: Un uomo da marciapiede, di James Leo Herlihy

Un uomo da marciapiede

Quando nel 1969 John Schlesinger portò sul grande schermo la storia del giovane texano Joe Buck, aspirante cowboy che si trasferisce nella grande metropoli sperando di fare fortuna come gigolò, e del suo compagno, il vagabondo Rizzo che vive di espedienti, le interpretazioni indimenticabili di Jon Voight e Dustin Hoffman confermarono la straordinaria potenza del romanzo, uscito quattro anni prima, che aveva ispirato il film. Lo strepitoso successo della pellicola (vincitrice di tre premi Oscar, come miglior film, miglior regia e migliore sceneggiatura non originale – caso unico nella storia del cinema, per un un’opera vietata ai minori di 18 anni) ha trasformato il romanzo in un vero e proprio libro di culto.
Le disavventure rocambolesche e drammatiche dei due protagonisti si susseguono nella New York degli anni Sessanta fra alberghi squallidi e appartamenti lussuosi, ragazzi di vita e signore viziose, predicatori strampalati e pseudo artisti pop, ma soprattutto una galleria di personaggi lacerati più o meno consapevolmente da una solitudine feroce.
La rappresentazione arguta e compassionevole di un mondo popolato di outsider si affianca a una penetrante e poetica comprensione del «grottesco umano», per la quale Herlihy è stato accostato ad autori come Sherwood Anderson, Nathanael West e J.D. Salinger.

Una potentissima storia di solitudine esistenziale e perdita dell’innocenza nell’America degli anni Sessanta.

L’autore. James Leo Herlihy (1927-1993) è stato scrittore, drammaturgo, attore e regista. Oltre a Un uomo da marciapiede (1965) ha scritto altri due romanzi (E il vento disperse la nebbia, 1960, e Season of the Witch, 1971) e due raccolte di racconti.

Traduttrice: Andreina Lombardi Bom.

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