In libreria: Stasera mi butto, di Giovanna Cosenza

Stasera mi butto

Emozioni, musica e ironia nel primo romanzo di Giovanna Cosenza, una commedia transmediale e trasgressiva a ritmo pop rock.

Luci gialle nella notte. Due ragazzi attraversano scherzando il piazzale della fiera di Bologna ma davanti alla torre si fanno seri, annusano il vento e si preparano a salire. Roma, Saxa Rubra: la bella giornalista cerca di raccontare la sua inchiesta, ma la conduttrice la interrompe di continuo ammiccando alla telecamera.

Tre amici scombinati, due sorelle di successo, un cane, una bambina, una ragazza che si fa del male, un padre donnaiolo. E poi ponti, grattacieli, palme di plastica, montagne, e pochi metri per aprire il paracadute. Maikol, Ilaria, Carlotta, Teresa, Valerio, Sofia, Luigi si incontrano e scontrano, si perdono e ritrovano, parlano ognuno la propria lingua intrecciando pensieri e passioni in un romanzo corale, fatto di storie comuni e gente comune.

Gente che si butta giù dalle torri, nella musica e nella vita; gente che vorrebbe saltare il tempo, le barriere e i propri limiti, ma spesso riesce solo a buttarsi via. Gente che non sa nemmeno cosa voglia dire, buttarsi. Eppure un giorno, quando meno se lo aspetta, tocca dire anche a loro, chiudendo gli occhi: Stasera mi butto. Per vedere come va a finire.

Il primo capitolo, intitolato “Che ci faccio qui?”, inizia così:

Mi chiamo ‘maikl.
Come dite?
No, non sono inglese.
Come? scusate ma non sento, c’è troppo casino qui.
Sì, ‘maikl, avete capito bene.
No, neanche americano.
Sono italiano sì, emiliano: madre di Vignola e padre di Reggio.
Noo-ò, non è un nome straniero: i-ta-lià-no.
E non si scrive Michael.
Emme-a-i-kappa-o-elle: Maikol.
Sì con la kappa, cosa c’è di strano.

Mi chiamo Maikol e non so che ci faccio qui.
Tutta quella gente senza senso…
Brutti sono brutti: non ce n’è uno che si salvi.
Come il mio nome, brutti come quello.
Ma guardateli: brutti e pesanti.
Bisogna andare a Milano, qua la situazione è disperata.
Mi-là-no.

Oppure a Genova anche a Genova il livello è buono là non incontri ’sti sfigati in pista… roba da non credere… a questi di Bologna basta sculettare e già si sentono arrivati muovete le spalle ragazzi muovè-tè-le lo dice sempre il puma non il culo le spàl-le sappiamo tutti che è difficile se non sei nero è difficile solo ai neri viene naturale a noi no a noi tocca provare riprovare. Dobbiamo ripetere, studiare.

Come dite? è troppo difficile?
Niente è facile nella vita.

Giovanna Cosenza è professore all’Università di Bologna, dove insegna Semiotica e presiede il corso di laurea in Scienze della comunicazione. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Semiotica della comunicazione politica (a cura di, Carocci 2007), Semiotica dei nuovi media (Laterza 2010), SpotPolitik. Perché la “casta” non sa comunicare (Laterza 2012).

Dal 2008 scrive il blog Dis.amb.iguando (www.giovannacosenza.it), fra i più letti in Italia, dove divulga i risultati delle sue ricerche; dalla fine del 2011 ha un secondo blog su “Il Fatto Quotidiano”, dove discute di comunicazione politica.

Tutti i giorni migliaia di persone la seguono sui suoi blog, su Facebook e Twitter.

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