In libreria per Leone editore: Morire a Calatubo, di Maria Patrizia Salatiello

Morire a Calatubo

Le gocce di quel mattino ancora tiepido cadevano lievi, tingendo d’oro le piccole foglie del giardino del commissario capo Agostino Celesti. Tintinnavano dapprima piano, rincorrendosi l’un l’altra, poi sempre più forte. Inondavano lo stretto sentiero che conduceva dal cancello d’ingresso alla casa. In quella quietadomenica, nel piccolo giardino tutto era silenzio. S’udiva soltanto la musica della pioggia che adesso scrosciava violenta.

È la vigila di ferragosto a Calatubo, un piccolo paese nell’entroterra palermitano. La pineta di Torrealta brucia, come ogni anno. Le guardie forestali, chiamate a spegnere gli ultimi focolai dell’incendio, trovano un cadavere semicarbonizzato. L’autopsia rivelerà che il corpo è quello di una giovane donna parigina e la causa della morte è stata un colpo di lupara. Di lì a poco sarà ucciso un bracciante con la stessa arma. Quale nesso può esservi tra queste due morti? Cosa può accomunare una raffinatissima francese e un poveraccio che riusciva a stento a sfamare la sua numerosa famiglia? Agostino Celesti, commissario di quello sperduto paese, conduce le indagini a suo modo, oscillando fra l’uso delle più moderne tecnologie e la sua curiosità per l’animo umano.

L’autrice. Maria Patrizia Salatiello è docente di Neuropsichiatria infantile a Palermo. Membro della Società psicoanalitica italiana e della International Psychoanalytical Association, con Leone Editore ha già pubblicato il romanzo Con gli occhi di Sara (2011).

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