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Confessioni di un barman, Paolo Marini e Mirco Cavalli

Confessioni di un barman

Gli autori di Confessioni di un Barman Paolo Marini e Mirco Cavalli ci accompagnano nelle variopinte esperienze di vita del nostro protagonista Cuper Bennati. Ecco che l’attenzione subito si focalizza sulla professione del nostro ‘eroe’: barman. Che cosa possiamo aspettarci da questo romanzo?

Siamo di fronte a un viaggio geografico-emozional-esplorativo. Nel seguire il vagabondaggio di Cuper il lettore non solo viene fatto approdare in diverse metropoli e/o terre lontane, ma si ritrova a vivere le diverse storie sentimentali, talvolta più furtive e frivole, che il protagonista instaura. È un viaggio nei desideri e nell’animo umano, soprattutto femminile, dove le donne ricoprono un ruolo fondamentale nella vita del protagonista, senza le quali egli sarebbe solo la metà di ciò che è.

Cuper non rinuncia mai alla sua vera natura e passione: il suo lavoro, la notte e tutto ciò che queste magiche ore possono offrirgli. Se è vero che dietro al suo bancone ha la possibilità di veder passare ‘l’umanità dispersa’,
è anche vero che lui stesso ne fa parte con le sue diverse sfaccettature.

Un barman che non è solo una figura professionale ma anche un uomo capace di interpretare stati umani, di insinuarsi delicatamente nell’intimo di una donna, di comprenderne una debolezza, di svelarne una tristezza: un osservatore che in certi momenti sembra divenire un oracolo impressionando le avventrici del momento.
Bennati prende forma dai suoi stessi incontri, dai desideri condivisi con l’altro sesso, dai momenti d’amore dolce o bisogno primario, facendoci ritrovare così nella cabina di una nave o a camminare per le strade di New York o Londra, con una pioggerellina battente, ascoltando chissà quale canzone o perdendosi/ci nell’ennesima citazione. Tuttavia, alla fine tutto torna e ci ritroviamo fra le stradine da dove tutto è cominciato: Firenze, città tanto cara al barman.

Luana Aca

Luana è media content specialist e lettrice curiosa. Spazia infatti dai romanzi di Jane Austen al genere fantasy, passando da Calvino e Sylvia Plath. Predilige comunque gli autori che fanno dell'animo umano il loro protagonista. Ama qualsiasi cosa che ricordi la Nuova Zelanda (pecore comprese), gli oggetti fluo, la musica jazz e l'elettronica, ma nel frattempo si esercita al violino e, in mancanza, canta. Cosa fa su MeLoLeggo? Legge, recensisce, cura e progetta i contenuti e le interviste.

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