NovitàRecensioni

A mancare è la terra sotto i piedi – Del romanzo di Roberto Livi

Marcos Y Marcos pubblica sopra le righe, come sempre. Non è mai scontato quello che trovi davanti, e così può capitarti tra le mani il libriccino di un autore nuovo, curioso, esistenziale.

Di Roberto Livi ho cercato con curiosità la biografia. E già qui, sorpresa, su una delle alette della copertina non trovo menzione di trascorsi letterari e altro di cui abbondano le biografie degli autori. Si parla di uno che lavora in falegnameria, che è stato per quattro anni un probabile genio della musica (a detta di un anziano maestro che l’aveva convinto a lasciare il lavoro, salvo poi ricredersi sulle effettive prospettive del presunto genio).

E allora, cosa c’entra questo con il libro?

La terra si muove
La terra si muove

Sinceramente, non lo so, ma posso assicurare che mi sono riversato con molta più curiosità nella lettura de La terra si muove e alle vicende del suo protagonista, che vive a Monteciccardo in compagnia della madre, in una casa che una frana sta lentamente dissestando. L’anziana madre, per giunta, non intende trasferirsi a Pesaro, maledicendo in cuor suo – ma anche a voce alta – la caponaggine della buonanima del marito, che aveva comprato quella vecchia casa di contadini facendola consolidare da un impresario geometra che “… era uno che faceva tre passi in un mattone e non era capace neanche di fare una o intorno a un bicchiere.”

È un pretesto, la casa, per involarsi nella narrazione di una quotidianità che sta stretta, che è fatta di cose semplici e aspirazioni inusuali, come cercare la fede, per poi scoprirsi troppo pigro per insistere e per credere in chicchessia, oppure essere perennemente alla ricerca del sonno – fino a maledire il suicidio del farmacista da cui abitualmente si riforniva di sonniferi, pensando “… Maledetto farmacista, assassino di farmacisti, come hai potuto farmi una cosa simile? Trangugiar giù una scatola intera, ingordo e assassino. E adesso, a chi li chiedo io i sonniferi? Proprio adesso che ne ho tanto bisogno. A chi li chiedo? A chi? Ai carabinieri? Con la ricetta scaduta?

Il sonno, il mal di capo, la vita comune, le ambizioni sfatate, perché lui non invidia i miliardari o le genti belle di successo, lui invidia l’uomo che riesce a dormire sempre.

E la madre, testarda, immediata, piena delle congetture e dei sospetti della gente anziana, che un momento è amabile e l’altro vorresti mandarcela.

E poi gli amici, quelli strani, e le donne volubili con cui non sai dichiararti, e ti limiti al ruolo dell’amico, quello che ascolta i problemi e si fa in quattro per cercare la soluzione, salvo poi restare con un pugno di mosche e un magone bastardo dentro.

E ancora l’ascolto serale di Schumann, per risollevare il morale o uscire di casa, alla ricerca dello svago reale, in mezzo alla gente, alle donne.

E così, la lettura si avvale di un linguaggio che non aspira a cime letterarie, paziente e immediato come i personaggi che affollano questo piccolo testo, e di un’ironia mai eccessiva, educata e piacevolmente mescolata alle azioni di tutti i giorni.

Emerge tutta una filosofia terrena, obliqua, di quei maghi delle piccole cose che fanno simpatia e insegnano senza volerlo.

Ecco, dopo aver letto soddisfatto, ripongo il libro. Se cercate il memorabile, siete fuori strada. La storia è piacevole, comica e tenera con un pizzico di magone. Si legge come si può ascoltare gli aneddoti di un amico fidato, che con la sua voce pacata ti trascina nelle sue vicende, che non sono avventure, ma affascinano quasi allo stesso modo.

Enzo D'Andrea

Enzo D’Andrea è un geologo che interpone alle attività lavorative la grande passione per la scrittura. Come tale, definendosi senza falsa modestia “Il più grande scrittore al di qua del pianerottolo di casa”, ha scritto molti racconti e due romanzi: “Le Formiche di Piombo” e "L'uomo che vendeva palloncini", di recente pubblicazione. Non ha un genere e uno stile fisso e definito, perché ama svisceratamente molti generi letterari e allo stesso tempo cerca di carpire i segreti dei più grandi scrittori. Oltre che su MeLoLeggo, scrive di letteratura sul blog @atmosphere.a.warm.place, e si permette anche il lusso di leggere e leggere. Di tutto: dai fumetti (che possiede a migliaia) ai libri (che possiede quasi a migliaia). Difficile trovare qualcosa che non l’abbia colpito nelle cose che legge, così è piacevole discuterne con lui, perché sarà sempre in grado di fornire una sua opinione e, se sarete fortunati, potrebbe anche essere d’accordo con voi. Ama tanto la musica, essendo stato chitarrista e cantante in gruppi rock e attualmente ripiegato in prevalenza sull’ascolto (dei tanti cd che possiede, manco a dirlo, a migliaia). Cosa fa su MeLoLeggo? cerca di fornire qualcosa di differente dalle recensioni classiche, preferendo scrivere in modo da colpire il lettore, per pubblicizzare ad arte ciò che merita di essere diffuso in un Paese in cui troppo spesso si trascura una bellissima possibilità: quella di viaggiare con la mente e tornare ragazzi con un bel libro da sfogliare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.