La vita invisibile di Addie LaRue, di Victoria Schwab

« Addie si è sempre arrovellata sull’aspetto dell’anima. È una parola così portentosa “anima”. Al pari di “dio”, “tempo” e “spazio”; e ogni volta che ha provato a figurarsela si è immaginata fulmini, polvere trafitta da raggi di sole, tempeste con sembianze umane, immense distese bianche e sconfinate.

Ma la realtà è molto più semplice. »

Uno dei libri più belli (in tutti i sensi) che siano usciti negli ultimi anni.

Questo stand-alone (espressione anglosassone per definire un libro che non ha séguito) di genere fantastico è una poesia per gli occhi e la mente.

La vita invisibile di Addie LaRue

La vita invisibile di Addie LaRue, di Victoria Schwab (Mondadori, trad. di Marina Calvaresi segue le vicende di Addie LaRue, una giovane donna francese nata e cresciuta in un paesino di campagna alla fine del 1600, quando ancora c’era qualcuno, come la vecchia Estele, che ricordava le pratiche per ottenere i favori degli antichi dei. Addie era una ragazza curiosa, voleva viaggiare ed essere libera, ma erano richieste incompatibili con le consuetudini dell’epoca. Non voleva iniziare e finire la propria vita nella stessa chiesa e nello stesso cimitero, vivendo in pochi metri quadrati e vedendosi sfiorire. Così, quando i suoi genitori decisero di farle sposare un uomo, non odiato ma neppure amato, lei scappò e fece l’unica cosa che Estele le aveva sempre raccomandato di non fare: pregò gli antichi dei dopo il tramonto e loro la ascoltarono e la liberarono donandole una vita eterna, ma maledendola con il peso di venire dimenticata.

Da qui si dipana la sua storia, lungo i secoli e le rivoluzioni, le invenzioni, i viaggi, fino ai giorni nostri, quando accade qualcosa di inedito: una persona sembra in grado di ricordarla.

Quella persona ha fatto un patto con lo stesso dio delle promesse di Addie, un patto in cui rinuncia al suo tempo in cambio di qualcosa di tanto superficiale, ma capace di donare a tutti noi tanto conforto ogni volta che ci capita.

Una storia commovente, che muove molte domande sul tempo, la vita e il concetto di promessa, oltre che sull’inevitabile solitudine di chi vive in eterno senza poter lasciare un segno. Realistico, anche molto duro e violento in certe parti, senza mai essere “troppo”, è un libro senza eroi o eroine, che riprende temi classici e li rinnova con incredibile intelligenza.

Come citato nell’autrice (già celebre per altre saghe fantasy e fantastiche) nella post-fazione, questo è un libro che è cresciuto con lei nei molti anni che ha passato a organizzarlo e forse si tratta del libro più maturo tra tutti quelli da lei scritti e pubblicati.

L’edizione Mondadori è elegante e curatissima, tutta giocata sui toni del nero e dell’oro e su un dettaglio importante nel libro, cioè la “costellazione” di lentiggini che ha Addie sulle guance.

« “Cosa spinge qualcuno a scambiare un’intera vita di talento per qualche misero anno di gloria?”

Il ghigno dell’oscuro si incupisce. “Perché il tempo non ha pietà per nessuno, e tantomeno per gli artisti. Perché la vista di indebolisce, la voce si spezza, il talento si offusca. Perché la felicità è fugace, la storia rimane e, alla fin fine, tutti vogliono essere ricordati. »

Elisabetta Zocca

Elisabetta Maria Zocca è una restauratrice specializzata in beni librari e pergamenacei e passa le sue giornate tra archivi e biblioteche pubbliche e private. Nata e cresciuta a Verona ma con il cuore a Venezia, ha sviluppato fin da bambina l'amore per la lettura e per la scrittura, passioni che l'hanno portata ad attivarsi precocemente nel mondo della promozione del libro e della cultura. Molti suoi racconti si possono trovare online e in libreria all'interno di diverse antologie tematiche. Scrive inoltre articoli e interviste su vari magazine online, tra cui LoSpazioBianco, FrizziFrizzi e Vanilla Magazine. Ha creato e gestisce con successo diversi gruppi di lettura per adolescenti con una formula innovativa. Cosa fa su MeLoLeggo? Recensisce i libri che più le piacciono tra quelli che legge, mettendo ordine nella sua testa e nelle letture sul suo comodino, che spesso diventano instabili pile pronte ad abbattersi su di lei nel sonno.

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