Recensione: La vergine eterna, di Kenzaburo Oe

La vergine eterna

La vergine eterna

Il libro “La vergine eterna” è scritto da Kenzaburo Oe, scrittore giapponese di fama mondiale, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1994.

La storia coinvolge lo stesso Oe, ormai negli anni della sua vecchiaia. Un incontro, dopo trent’anni, di un amico di vecchia data, Komori Tamotsu, dà inizio alla storia.

Tamotsu riemerge nella tranquilla vita dello scrittore, a Tokyo, per proporgli un progetto. I due sono legati da una storia tragica, avvenuta proprio trent’anni prima. È così che l’autore ci riporta indietro nel tempo, per raccontarci la sua storia, che di nuovo parte proprio dalla proposta di prendere parte a un’altra iniziativa: scrivere la sceneggiatura di un film prendendo ispirazione dal libro Michael Kohlhaas dello scrittore tedesco Heinrich von Kleist, nell’ambito del “progetto M”, che prevede la partecipazione di più paesi con lo scopo di creare film diversi che riadattino in qualche modo il romanzo di Kleist. Il film giapponese sarà prodotto da Tamotsu, e protagonista sarà l’attrice Sakura Ogi Magarshack.

Sakura è anche al centro della storia di Oe. Si presenta inizialmente come una donna forte, sicura di quello che vuole, con alle spalle una carriera ormai consolidata e un matrimonio felice. La realizzazione del film, che riguarda le rivolte contadine dello Shikoku, nell’epoca della Restaurazione Meiji, la porta ad appassionarsi alla figura di una donna, la madre di Meisuke, una dei protagonisti della seconda rivoluzione contadina.

La madre di Meisuke è un personaggio impavido, che lotta per i propri ideali, ma è anche destinata a grandi sofferenze; Sakura ha molte cose in comune con lei: la voglia di vivere una vita piena e convinta, certo, ma anche una vena di sofferenza, nel suo caso dovuta ai ricordi di un’infanzia difficile, mai compresa a fondo.

Succede che il film e la vita si confondano, riportando alla luce eventi apparentemente dimenticati.

Il titolo originale del libro si riferisce ad Annabel Lee (in inglese “The beautiful Annabel Lee was chilled and killed”), personaggio tormentato creato da Edgar Allan Poe, che la stessa Sakura andrà ad interpretare in giovane età, in un breve film, che va in un certo senso ad aprire e chiudere la storia dell’attrice.

I miti delle foreste dello Shikoku e le poesie di Edgar Allan Poe escono dallo sfondo del libro per entrare nel presente dei personaggi, e le figure di Annabel Lee, la madre di Meisuke e quella di Sakura sembrano quasi impersonare la stessa storia. La bellezza e il coraggio da una parte, la morte e il dolore dall’altra, convivono nella vita di Sakura e dei suoi “alter ego”.

Per Oe il film è inizialmente un’opportunità di far conoscere la storia della sua regione, lo Shikoku, ma poi il progetto, da lavoro a sé stante, diventa strumento di ridefinizione della sua attività e figura di scrittore. Per la prima volta scrive una sceneggiatura, entrando nel mondo del cinema.

Tale mondo è per lui inizialmente di difficile comprensione; mentre lo scrittore fa uscire dalla penna il suo stile, la sua visione specifica delle cose, a prescindere da tutto, lo sceneggiatore, e poi gli attori, mettono al primo posto il valore della comunicazione con il pubblico; i dialoghi e le espressioni del cinema conversano direttamente con lo spettatore, che deve essere in prima persona mosso da quelli che sono i sentimenti primari, la disperazione, la felicità, il bisogno di andare oltre la sopravvivenza e cercare un senso alla propria vita.

“La vergine eterna” mostra come cinema e letteratura si intreccino, come i miti e la quotidianità siano legati da un filo sottile, il passato è spesso parte imprescindibile del presente, e la morte insita nel significato della vita.

Autore: Kenzaburo Oe

Titolo: La vergine eterna

Titolo originale: Rotashi Anaberu Ri sokedachitsu mimakaritsu Versione inglese: The beautiful Annabel Lee was chilled and killed

Traduttore: Gianluca Coci

Pagine: 252

Casa editrice: Garzanti

Prezzo: 18,60 euro

Inserito in: Novità, Recensioni
Elisabetta Narese

Articolo inserito da:

Elisabetta Narese è dottoressa in Global Studies e ha un passato come insegnante di diritti umani in Ucraina. Ascolta molto e parla poco, a meno che l'argomento non le interessi. Ama le avventure, le organizzazioni umanitarie, viaggiare e scoprire cose nuove. Ha sempre la valigia pronta e una destinazione in mente. La prossima? Al momento è a Mosca, poi chissà... Cosa fa su MeLoLeggo? Legge e recensisce, ovviamente. Non ha gusti difficili, ma ammette una certa predilezione per Haruki Murakami, Truman Capote, C.S. Lewis, i saggi incentrati su temi storici e qualsiasi cosa che riguardi il Medio Oriente. Fonti sicure affermano però che la sua libreria ospiti anche l'intera saga di Harry Potter.

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