Nuova uscita per et al./Edizioni: Il volto come interfaccia, di Davide Fornari

Il volto come interfaccia

Nel 1938 Orson Welles strillava alla radio “Martians are between us!”: oggi conviviamo con disinvoltura accanto ad altre entità aliene, senza le quali non sappiamo più stare.

Entro quarant’anni è prevista una diffusione capillare di robot sul mercato domestico. Che aspetto avranno questi artefatti umanoidi? E chi decide il volto della tecnologia antropomorfizzata che ci circonderà, occupandosi di noi e dei nostri bisogni? Zoomorfismo e antropomorfismo hanno attraversato la storia della tecnologia, delle arti applicate e del design, trasportando la complessità della tecnica nella sfera domestica. Robot, avatar, personaggi, automi, personal digital assistant, emoticon sono i protagonisti della nuova opera in uscita per Et. Al/Edizioni: Il volto come interfaccia, di Davide Fornari, con prefazione di Giovanni Anceschi e un saggio di Masahiro Mori, La valle del perturbante.  Protagonista dell’opera è l’indagine sulla natura specifica e differente di quegli oggetti e servizi che usano il volto come interfaccia con gli utenti.

Qui potete trovare il podcast della puntata di lunedì 16 aprile di Radio3 Scienza, dove Gaetano Prisciantelli ha intervistato Davide Fornari.

L’autore. Davide Fornari è dottore di ricerca e ricercatore presso SUPSI, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, dove tiene il laboratorio di interaction design e il corso di storia della grafica. Per et al./edizioni ha curato Estetiche del camouflage e Psicologia dell’architettura (entrambi pubblicati nel 2010).

Il recensore. Giovanni Anceschi è un designer italiano che, come organizzatore di cultura della grafica, della visibilità e della multimodalità, ha partecipato a più di una stagione degli sviluppi della cultura (e della professione) del design della comunicazione in Italia e all’estero.

Il saggista. Masahiro Mori è uno studioso di robotica noto per i suoi lavori pionieristici sulla reazione emotiva dell’uomo verso le entità non umane e per le sue idee rivoluzionarie che uniscono religione e robot. Proprio su questo argomento nel 1970 ha scritto La valle del perturbante, saggio contenuto in questo volume.

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