Giovani, musicanti e disoccupati, di Diego Alligatore

« Sentirete parlare questi giovani musicanti, gente che canta e suona magnificamente, quando è messa nelle condizioni di farlo. Io li ho intervistati nel periodo di blocco totale, quando potevano suonare e cantare quasi solo da casa. Dalle finestrelle dei vostri pc forse vi sarete imbattuti in alcuni di loro, come uccellini in gabbia.

Io ho cercato di farli cantare, cantando insieme a loro. »

Giovani, musicanti e disoccupati di Diego Alligatore, già recensore di MeLoLeggo con notevole esperienza di blogging musicale e collaboratore storico dell’agenda dell’adolescenza della gran parte degli italiani, la Smemoranda, è un libro-intervista di particolare rilievo in questo periodo. I 37 intervistati, tutti musicisti attivi in Italia negli ultimi anni, durante il lockdown si sono prestati in vari modi a rispondere alle domande di Diego, che poi ha raccolto la sua meticolosa ricerca in questo breve testo edito da Arcana Edizioni.

A prima vista la prosa può sembrare confusa, divisa com’è in diversi paragrafi che saltano da un mese all’altro, da un artista all’altro, ma in realtà risulta molto fluida nella lettura, come se ci si trovasse accanto a Diego durante il ricevimento delle risposte e la stesura del libro stesso.

Conosciamo gli artisti, la loro storia, il loro percorso musicale e umano, loro particolarità ed episodi spesso intimi e divertenti.

Giovani, musicanti e disoccupati

Il tono adottato è quello di una giusta polemica. Il mondo dello spettacolo e della musica italiana, specialmente la parte della musica indie (che altro non vuol dire, se non “indipendente”, quindi slegata da contratti con le grandi case discografiche), si è trovata gravemente danneggiata dalle chiusure imposte dal governo in vista dell’emergenza COVID-19.

Questo tipo di musica, spesso eterna emergente che raramente arriva ai grandi numeri degli artisti blockbuster, si basa prevalentemente sul numero di live e concerti per poter mantenere sé stessa.

Molti di questi artisti che riuscivano a vivere, con qualche difficoltà, mantenendosi con la propria arte, si sono ritrovati letteralmente buttati per strada senza un’alternativa, se non quella di continuare a produrre musica a loro spese ed “esibirsi” gratuitamente dalle finestre dei browser dei nostri computer.

Purtroppo molti di loro, in questi lunghi due anni, hanno dovuto fare affidamento sullo stipendio del compagno o della compagna, sull’aiuto dei familiari e degli amici, oppure si sono visti costretti a diventare artisti part-time, trovandosi dei lavoretti provvisori per sbarcare il lunario.

Giovani, musicanti e disoccupati ha il sapore sia dell’inchiesta, sia della denuncia verso un paese che troppo spesso dimentica che gli artisti non sono solo degli intrattenitori da strada, ma dei veri interpreti della realtà che viviamo. Questo vale per ogni tipo d’arte, ovviamente, ma il focus di questo libro è, e rimane, la musica, soprattutto quella che rischia di non sopravvivere a causa di una visione cieca e poco previdente.

Particolarmente interessante l’elenco finale di tutti gli album e i singoli usciti dal 2010 a oggi di tutti gli artisti intervistati, un’ottima occasione per scoprire degli artisti con musicalità innovative.

Vorrei concludere questa recensione prendendo a prestito le parole di Stefania del duo Megàle, riportate da Diego Alligatore nel libro, che ben riassumono i timori che investono tutto il mondo della cultura italiana e non, in un mondo sempre più interessato al hic et nunc piuttosto che a costruire qualcosa di durevole nel tempo, che sia una relazione, una cultura o una nazione.

« Il mondo si è riscritto nel giro di pochissimo, negli usi e nei costumi, e una pandemia mondiale ha messo tutto sotto una luce globale completamente differente, al di là di ciò che ognuno pensa e congettura.

Siamo stati chiusi e quando siamo usciti il mondo non era più come prima. È tutto da rivedere. Più che mai gli artisti andrebbero finanziati e sovvenzionati per “leggere” la realtà circostante, per fare ricerca, per meditare su quanto accaduto e anticipare il mondo ancora più in là. Invece… invece ciò che ci attende è quello che è sempre accaduto. Inseguiremo quel briciolo di dignità facendo molto meno di quello che facevamo prima cercando di farlo meglio. Ci solleveremo il morale a vicenda come è accaduto durante il lockdown, sperando che i lavori che stiamo facendo per temporeggiare non diventino l’unica realtà attorno. »

Elisabetta Zocca

Elisabetta Maria Zocca è una restauratrice specializzata in beni librari e pergamenacei e passa le sue giornate tra archivi e biblioteche pubbliche e private. Nata e cresciuta a Verona ma con il cuore a Venezia, ha sviluppato fin da bambina l'amore per la lettura e per la scrittura, passioni che l'hanno portata ad attivarsi precocemente nel mondo della promozione del libro e della cultura. Molti suoi racconti si possono trovare online e in libreria all'interno di diverse antologie tematiche. Scrive inoltre articoli e interviste su vari magazine online, tra cui LoSpazioBianco, FrizziFrizzi e Vanilla Magazine. Ha creato e gestisce con successo diversi gruppi di lettura per adolescenti con una formula innovativa. Cosa fa su MeLoLeggo? Recensisce i libri che più le piacciono tra quelli che legge, mettendo ordine nella sua testa e nelle letture sul suo comodino, che spesso diventano instabili pile pronte ad abbattersi su di lei nel sonno.

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