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Recensione: La vita sobria. Racconti Ubriachi

La vita sobria
La vita sobria

Uscito sul finire del 2014 per Neo Edizioni, “La vita sobria” raccoglie racconti che hanno come tema di fondo quello dell’alcool. Nel libro, tuttavia, mancano tutti i cliché alla Bukowski, quelli che vogliono l’alcool legato solo alla disperazione degli sconfitti dalla vita: qui la bottiglia è, forse, solo un pretesto per legare storie, per fare da sfondo alla vita umana raccontata in 10 sfaccettature diverse, tanti quanti sono i racconti che compongono la raccolta.

L’immagine globale, quella che affiora dal libro, è caleidoscopica: gli autori, tutti differenti per stile di scrittura e caratteristiche narrative, lasciano entrare l’acool nella vita dei propri personaggi in maniera personale e caratteristica. Si parte con il primo racconto a firma Claudia Durastanti, che propone il mondo asettico e ovattato della protagonista di “Jet Leg”, una star il cui rapporto con l’alcol ha inizio ai tempi del biberon e che rimane lontanissima dal turbinio di persone e vicende che ne attraversano la vita. “Limoncello” è invece il titolo del racconto di Gianni Solla, dove attorno a una ditta che produce liquori si intrecciano le vite vuote e dense di squallore di quella che potremmo definire l’umanità degli ultimi. Negli “Eroi perfetti” di Fabio Viola è la coppia a far da protagonista della vicenda: nell’infinito confronto tra lui e lei, l’alcol diventa un terzo incomodo che slatentizza i pensieri dei protagonisti e mette a nudo il rapporto a due accendendo il confronto. Alessandro Turati, nel suo “Sogni andati a male”, racconta stralci di vita in maniera fulminea e a tratti divertente, rendendo sottile la linea che divide l’uso d’alcool dalla vera e propria malattia mentale. “Bere una bottiglia  di vino nel multiverso”, di Francesco Pacifico, affronta l’amore di coppia e lo inserisce nella ripetizione: la scena è raccontata ripetutamente, modificata solo in piccole parti di volta in volta;  il collante è del buon vino che non manca mai tra le pagine. Olivia Corio, nel suo “Il guscio vuoto”, dà spazio a una bambina di nome Greta che, costretta a crescere in fretta, si ritroverà a fare i conti con una madre che conosce bene cosa vuol dire ubriacarsi. E ancora in “Caduta. Libera”, di Dario Falconi, si mescolano i ricordi, amorosi e politici, di una donna dal passato ingombrante e ancora attuale, dove la nostalgia della protagonista si mescola al vino. Nell'”Amore reclinato”, di Paolo Zardi, il protagonista finisce per imparare a bere a seguito di una relazione amorosa improvvisamente interrotta, mostrando pian piano tutto il suo disadattamento nella ricerca di relazione con l’altro sesso. Stefano Sgambati, in “Tulipani”, torna sul tema della coppia infilando nel rapporto la giostra innescata dalle coincidenze e una bottiglia di Margaux Chateau Palmer. “Una questione di orgoglio o di estetica” è il racconto che porta la firma di Filippo Tuena, che nelle sue pagine propone la figura alcolica di chi è rimasto, da troppo tempo, incollato tanto all’immagine che ha di sé quanto alla bottiglia stessa.

Infine c’è Graziano Dell’Anna, l’undicesimo uomo in campo, curatore de “La vita sobria”, che nella prefazione scrive che “…il quadro generale che emerge dai racconti è alquanto sconsolato. Famiglie disfunzionali, coppie in crisi, miseria economica e morale, emarginazione. È il pantano del mondo d’oggi e dell’uomo di sempre, di una vita cupamente sobria riscattata qua e là dall’ironia o da un lampo di dignità senza fanfare”.  Temi presi a prestito dalla vita, senza nessuno sconto, in un libro dove forse la vera sobrietà appartiene ai 10 scrittori che nei loro scritti non condannano né esaltano l’alcol e il bere ma, semplicemente, li raccontano per quel che sono senza edulcorarne la presenza tra le pagine e nella vita dei loro protagonisti.

Luca Durante

Luca Durante è giornalista ed esperto di marketing online. Pacato e riflessivo, perde la sua compostezza solo ai concerti dei Bauhaus e a contatto con l'acqua fredda (un po' come i Gremlins dopo la mezzanotte). I primi romanzi che ha letto sono stati quelli di Fante e Bukowski, di cui attende ancora (invano) nuovi lavori, e nutre un amore cieco e smisurato (e parimenti invano) per la Santacroce. Come pianista (e che pianista!) si sente artista nell'anima. Cosa fa su MeLoLeggo? Legge, recensisce, critica ma, soprattutto, diffonde: sa come focalizzare l'attenzione con le sue semisegrete tecniche di marketing, conosce Facebook meglio di Zuckenberg e GooglePlus meglio di Google.

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