Trilogia del mondo nuovo: intervista con Alessandro Bertante

Ho scoperto Trilogia del mondo nuovo di Alessandro Bertante a marzo, nei giorni caldi del coronavirus, leggendo la recensione sul blog di un amico. Subito non avevo capito ci potesse essere una relazione forte tra l’attualità che stavamo vivendo, anche perché il primo romanzo, Nina dei lupi, era uscito nel 2011 presso Marsilio, mentre il secondo, Pietra nera, nel 2019 presso Nottetempo, che lo stesso anno ha correttamente riproposto il primo volume.

Sgombero subito il campo: non si tratta di scritti misticheggianti o da indovini legati alle teorie del complotto, sono due ottimi romanzi che descrivono la vita dopo una pandemia, dopo un crollo ecologico-sanitario-politico-sociale che è nell’aria da anni. Il primo è ambientato in montagna, dopo la catastrofe manifestatasi inizialmente con febbri mortali e strane strisce nel cielo. Lì una piccola comunità è riuscita a sopravvivere isolandosi dal mondo sconvolto da disordini e ridotto a pochi abitanti. A Piedimulo, questo il nome del borgo di montagna, si vive con il poco che la terra offre, diviso in modo equo. Si teme però che da fuori arrivino dei predoni, e quando arriveranno …

Il secondo romanzo è ambientato vent’anni dopo e il protagonista è il figlio di Nina dei lupi, Alessio, che diventato ragazzo decide di abbandonare la montagna per un lungo viaggio. Un viaggio tra laghi, pianure, città che non sono più quelle da noi conosciute. Sconvolte dalla mancanza della civiltà passata, sono abbandonate alla natura libera e selvaggia. Fanno impressione le immagini di città con alberi maestosi al posto di palazzi divelti, automobili inutilizzabili con i cadaveri degli ultimi guidatori, animali da temere o da cacciare per vivere. Il viaggio di Alessio ha una meta che scopriremo solo alla fine, dopo avventure di ogni tipo.

Trilogia del mondo nuovo ha la forza ideale dei romanzi sulla Resistenza, in qualche modo i protagonisti sembrano degli eredi di quella tradizione e anche la storia narrata ha delle analogie, in particolare il primo romanzo. L’avventura e le considerazioni sociali e filosofiche che ne scaturiscono rendono i due scritti di Alessandro Bertante veramente appassionanti. Si vuole divorarli in fretta per capire cosa succederà, anche se appena finito di leggerli se ne sente la mancanza. Sperando esca presto il terzo capitolo, ho intervistato l’autore su questi due importanti libri.    

Nina dei lupi

Nina dei lupi

Come è nata la Trilogia del mondo nuovo?

L’idea nasce una dozzina di anni fa, quando cominciai a scrivere Nina dei lupi, che poi uscì nel 2011. All’inizio non pensavo che ci sarebbe stato un seguito, volevo scrivere un romanzo che parlasse di un nuovo rapporto fra uomo e natura e che riuscisse a rievocare i miti e gli archetipi più antichi del nostro immaginario occidentale riutilizzando un linguaggio magico. Dopo l’uscita del romanzo mi ci è voluto molto tempo per riprendere quella storia, avevo bisogno di liberarmi di qualche fantasma della mia giovinezza con il quale non avevo fatto ancora i conti. E soprattutto dovevo trovare un altro sguardo e un nuovo personaggio. Un personaggio come Alessio. Quando finalmente è arrivato, ho scritto Pietra nera, che riprende il mondo narrativo di Nina dei lupi ma lo amplia in una dimensione avventurosa di viaggio e di riscoperta. Se Nina dei lupi viveva nella sospensione temporale dell’attesa e dell’incanto, Pietra nera ha un ritmo vorticoso, una direzione univoca e implacabile.

 

Impressionante leggere oggi, in epoca Covid 19, queste storie? Ovviamente chi ha antenne dritte, sapeva della possibilità di una pandemia … come ti sei documentato a livello scientifico?

In nessun modo. La pandemia che distrugge la civiltà è un timore ancestrale. Non c’è bisogno di essere specifici a livello scientifico, anzi più il flagello è sfumato e irraccontabile, più diventa terrorizzante. Per la pandemia di Pietra nera però ho usato un ben preciso riferimento storico, ovvero la Malattia del sudore, un’epidemia peggiore della peste che colpì più volte l’Inghilterra fra il Cinquecento e il Seicento e della quale non sappiamo ancora nulla se non che i contagiati sudavano in modo innaturale prima di morire fra atroci dolori, trascorsi solo due o tre giorni.

Pietra nera

Pietra nera

Quali i maestri letterari che ti ispirano e quali ti hanno ispirato maggiormente per la Trilogia del Mondo Nuovo?

Il debito di riconoscenza maggiore va a Robert Graves e al suo capolavoro La Dea bianca, senza il quale non mi sarei mai avvicinato alle “antiche parole dei poeti” che guidano la sintassi magica di entrambi i romanzi. Ma sono stati importanti anche il Corman McCarthy di Meridiano di sangue e Jack London.

Le tue storie sono molto cinematografiche. Se dovessi vederle trasformate in film, quale regista ti piacerebbe? E quali attori?

I diritti di Nina dei lupi sono stati già venduti due volte, adesso vediamo cosa riusciranno a fare. Gli attori e i registi dipendono dalle produzioni che possono essere molto varie ma per il personaggio di Diana, chiave di volta di Nina dei lupi, mi sarebbe piaciuta Sandra Ceccarelli.

Dopo Nina dei lupi e Pietra nera, cosa ci sarà?

Il romanzo L’armata a cavallo che chiuderà il ciclo narrativo, ma non ho ancora iniziato a scriverlo.

Altri progetti letterari slegati dalla trilogia?

Vorrei scrivere un saggio politico, la politica è stata la mia passione giovanile. Con Re nudo e Contro il ’68, affrontai il periodo degli anni Settanta, ora vorrei concentrami sull’oggi, riuscire a discutere del contemporaneo. Perché non possiamo pensare che il capitalismo predatorio degli ultimi trent’anni sia l’unica possibile via di sviluppo. Abbiamo un solo pianeta.

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Diego Alligatore

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Diego Alligatore è critico rock del web dalla lontana estate del 2003, quando ha iniziato a scrivere di rock indipendente italico sul portale della nota agenda Smemoranda. Da allora non ha più smesso, intervistando e recensendo centinaia di gruppi dell'underground di casa nostra, oltre che su Smemoranda.it anche sul BLOG DELL'ALLIGATORE, su Frigidaire e Il Nuovo Male cartacei. A gennaio 2018 fonda con la sua compagna Elle L'ORTO DI ELLE E ALLI, sito di orto bio e culture alternative, cose curate insieme con passione autentiche. In tutti questi posti non ha mai dimenticato che anche la letteratura può essere rock, parlando con giovani scrittori italici, recensendone libri, incontrandoli in alcune presentazioni. Cosa fa su MeLoLeggo? Continuerà a cercare giovani autori, parlando con loro di buoni libri, perché la vita è troppo breve per sprecarla con cattive letture.

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