Come scegli un libro?

–          Ma Lei non legge le critiche?
–          No.
–          Allora, come fa Lei per scegliere un film?
–          Come scelgo una donna: correndo dei rischi.

Dialogo tratto dal film “Una donna e una canaglia”
(1973) di Claude Lelouch

British Library, Londra

Quanti rischi corre un lettore nello scegliere la sua prossima lettura? Su quale criterio si basa la sua scelta? Si lascia guidare dall’immagine sul volume, legge la quarta di copertina, la recensione o i commenti lasciati da altri lettori…? Cos’è che convince una persona a comprare un libro?

Stato d’animo – “I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro”, scrive Carlos Ruiz Zafόn. Come dargli torto? Chiunque si accosta alla lettura spinto da un’aspettativa: di imparare, emozionarsi, stupirsi, commuoversi. Una lettura è un momento di confronto, perciò la scelta di un libro sarà sempre, necessariamente, guidata dal nostro stato d’animo e da ciò che siamo pronti a rimescolare, scoprire o riscoprire dentro di noi.

La copertina – Certamente risponde al detto “Anche l’occhio vuole la sua parte” e, come in molte altre cose, è il primo elemento con cui viene instaurata una connessione, prima ancora di titolo, autore e argomento. La scelta dei colori, la disposizione dei caratteri, l’immagine. Tutto risponde oggi ad una logica di scelte ben precise basate su ricerche di mercato, teorie e tecniche di comunicazione pubblicitaria e svariati studi di ordine psicologico e comportamentale. Spesso infatti è possibile riconoscere il proprio genere preferito dal modo in cui il libro viene presentato esteriormente.

L’autore – Spesso è una scelta sicura, magari a seguito di mesi di attesa per l’uscita in libreria del nuovo volume del proprio nostro affezionatissimo. Del resto, alzi la mano chi non ha uno scrittore preferito. Al di là di stile e genere letterario, ogni autore ha un proprio mondo immaginifico o stile relazionale che si ripropone ogni volta. Il primo può essere vasto e sempre nuovo come quello di Stefano Benni o  proporre un intero universo parallelo come ha fatto J. K. Rowling, il secondo può riportare sempre in qualche modo la stessa problematica di fondo, come ha fatto John Fante descrivendo sotto molteplici aspetti la difficile relazione tra padre e figlio.

Il genere – Alcuni descrivono come “monotona” la tendenza di altri a focalizzarsi su di un solo genere letterario. Eppure, l’offerta sul mercato è di fatto talmente vasta da lasciare ampi margini di scelta in quale che sia il proprio settore preferito. Libri fantasy, gialli, rosa? Ce n’è per tutti i gusti e non sempre un autore risulta congeniale solo perché appartiene al genere del cuore. Ampio spazio di sperimentazione anche in questo senso e, per gli indecisi, altre gatte da pelare.

In definitiva? Ne sappiamo veramente qualcosa di un libro solo dopo averlo letto. Possiamo aver scelto bene o male, si corrono sempre dei rischi, ma in definitiva l’importante è continuare a scegliere. E a leggere, naturalmente.

 

Inserito in: Novità
Alice de Carli Enrico

Articolo inserito da:

Alice de Carli Enrico è traduttrice e giornalista freelance. Ha cominciato a leggere romanzi all'età di 8 anni e non ha più smesso. È appassionata di scrittura e lettura, dell'uso corretto della lingua italiana, di viaggi lunghi ed economici, del suono delle parole e di mari in tempesta. Ovunque vada porta sempre un libro con sé, l'unico oggetto in grado di renderla quieta anche nelle più improbabili situazioni. Cosa fa su MeLoLeggo? Scrive recensioni, dirige le pubblicazioni, revisiona racconti e romanzi dando la caccia all'errore con la meticolosità di un cecchino (a volte gli stessi scritti tremano dalla paura). Lavora tanto e consuma poco: necessita solo di una coperta, un divano e ovviamente un libro.

Inserisci un commento