Questo autunno l’appuntamento è con Lawrence Durrell: L’Ineffabile Antrobus

L’ineffabile Antrobus

Conoscete quella barzelletta dove ci sono un ambasciatore tedesco, uno italiano, un attaché turco e un esponente del Foreign Office inglese? Non la ricordate? Non importa: ogni pagina dell’Ineffabile Antrobus è molto più divertente e vi fornirà indimenticabili storielle da raccontare in società o da ricordare scompisciandovi da soli. Certo, se non siete Lawrence Durrell – il fratello un tempo più noto dell’autore di La mia famiglia e altri animali –, difficilmente sarete altrettanto efficaci, se non imparate tutto a memoria, perché lui scrive da dio e Antrobus parla da consumato diplomatico inglese, cose che non sono da tutti. Ma intendiamoci, questa non è una
raccolta di barzellette, è letteratura. Il fatto è che le piccole vicende che hanno come protagonisti membri del corpo diplomatico, e di quello inglese in particolare, sembrano essere una irresistibile fonte di umorismo. E Lawrence Durrell ci dà dentro, con guizzi di comicità improvvisi e “crescendo” incontenibili. Insomma si ride come leggendo le vicende di Jeeves di Wodehouse, guardando una pellicola con Tati o la Pantera rosa, per restare sul classico, solo perché Quentin Tarantino non ha ancora deciso di farne un film.

L’autore. Lawrence George Durrell, narratore e poeta inglese, è nato in India nel 1912, è stato educato in Inghilterra, ha soggiornato a lungo a Corfù e, durante la Seconda guerra mondiale, al Cairo presso l’ambasciata britannica. Ha scritto tra l’altro i romanzi di Quartetto di Alessandria, Justine, Balthazar, Mountolive, Clea.

Gli “sketch diplomatici”, poi raccolti in tre fortunati volumetti separati (Esprit de Corps. Sketches from Diplomatic Life, 1957; Stiff Upper Lip, 1958; Sauve qui peut, 1966) e poi in un unico Antrobus Complete, apparvero originariamente su vari periodici, da “New Statesman” a “Playboy”, al “Sunday Times”. In Italia nel 1962 uscì con Feltrinelli La puzza al naso, che raccoglieva i primi due volumetti. La stessa raccolta uscì poi da Garzanti, col titolo L’ineffabile Antrobus. Infine Fazi li fece tutti e tre insieme, col titolo Le avventure di Antrobus. Il tutto, oggi ormai introvabile, uscirà con le edizioni et al. e traduzione di Marina Morpurgo.

Ne volete un assaggio? Ecco l’inizio di uno sketch in cui è il gentil sesso a farla da padrone, sotto gli occhi allibiti di un ineffabile Antrobus, che dice di essersene sempre tenuto alla larga.

Per quanto riguarda il gentil sesso (disse Antrobus) non posso definirmi un esperto, vecchio mio. Bada bene, l’ho ammirato, ma attraverso il binocolo, come si potrebbero ammirare le corna di un cervo. La volta che arrivai più vicino a farmi invischiare fu una sera alle Folies Bergères. Fortunatamente era lì presente Sidney Trampelvis, che mi trascinò fuori nella notte e mi fece aria usando la mantella come ventaglio finché la testa non mi si schiarì e io non mi resi conto dell’enormità di ciò che avevo fatto. Sventatamente avevo fatto una proposta di matrimonio a un delizioso paio di piccole corna di nome Fifi e le stavo chiedendo di venire con me all’ambasciata, dove avrei costretto il cappellano a dichiararci marito e moglie. Pfiuu! Sono certamente in debito con Sidney di un favore. Tagliammo velocemente la corda da lì, con una carrozza a cavalli, con i nostri cappelli a tuba schiacciati come frittelle. Sidney, che era in Francia solo di passaggio, e che al pari di me aveva varcato la soglia subliminale, facendo una proposta di matrimonio – Dio mio – a una contorsionista; Sidney era perfino più pallido di me. Quella sera si tinse i capelli di verde per non essere riconoscibile e s’imbarcò per Dover con il postale che parte all’imbrunire – era un fascio di nervi.

Dovebasket in amore, invece, era uno spettacolo ben strano. I suoi sospiri echeggiavano per tutta la Cancelleria. Il retro dei dispacci del War Office si riempì di sonetti e stanze. Il fanciulletto alato lo aveva certamente colpito, perforandogli la giubba. Sì, si trattava di Angela, la nipote di Polk-Mowbray. Non riesco ancora oggi a capire come mai Polk-Mowbray non si fosse cavato dai piedi uno dei due, o magari entrambi. Ma all’epoca il Verdetto Popolare su di lui fu che aveva bisogno di imparare a essere duro, invece di fare solo la faccia cattiva. Per quanto riguarda Dovebasket, l’avrei dipinto come un maledetto deficiente. Uno scemo, mio caro, uno scemo patentato. Eppure l’amore non fa distinzioni. Tempo fa Dovebasket ha pubblicato un libriccino con le sue poesie, intitolato Canti amorosi di un attaché militare, con la prefazione di Havelock Ellis. Un libro strano, in verità. Ne rammento un ritornello:

 La luna brilla come una sputacchiera

Angela per caso sei libera stasera?»

L’uscita in libreria è prevista per il 26 settembre.

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