Nuova uscita per et al./Edizioni: Il bene che viene dai morti, di Giovanni Mariotti

 

Il bene che viene dai morti

Incontrarli ci turba, un po’ ci spaventa. A torto: nessuno è più inerme; sono deboli e vergognosi, perché le loro forze stanno venendo meno; se ci rendono visita, può essere a causa di un affetto frustrato che non abbiamo saputo ricambiare. A volte ci lasciano piccoli, strani doni. Sono i morti, le ombre del passato, come appaiono nelle ultime pagine di questa “educazione sentimentale” che è, e non è, una storia d’amore.
Nei tardi anni cinquanta una corriera scassata porta ogni sera il suo carico di pendolari da Viareggio a un paese sulle alture retrostanti. Fra quei viaggiatori, un’operaia di sedici anni e uno studente di venti: poveri entrambi, entrambi paralizzati dalla paura di vivere e da quel sentimento della propria mediocrità che inclina certi giovani alla violenza e altri alla solitudine e al pensiero del suicidio.
Di quel taciturno sfiorarsi di due esistenze non resterà presto che un ricordo condito di qualche lieve rimorso. Più coraggiosa, come spesso sono le donne, lei si ribellerà, come può, a un destino di passività e sottomissione; lui migrerà nelle tristi camere ammobiliate della Milano anni sessanta, muovendosi ai margini di una società e di una cultura che gli sono estranee. Non si vedranno più, almeno non finché lei sarà viva. L’ultimo incontro, mite e straziante, avverrà in una di quelle periferie della realtà, dove i morti incontrano i sopravvissuti e in certo modo li aiutano ad accettare la vita, sebbene siano essi stessi così abbattuti, così stanchi.

L’autore. Giovanni Mariotti ha già pubblicato altri volumi: Storia di Matilde (Anabasi 1993; poi Adelphi 2003), Creso(Feltrinelli 2001), I Dracula timidi (et al./edizioni 2011). È stato tradotto in Francia, Germania, Svezia, Giappone, Grecia.

 

 

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