Apocalypse Now, di Luca Lombroso

Apocalypse Now

Un’analisi scritta con grande chiarezza, rigore e simpatia, quella che Luca Lombroso, meteorologo e divulgatore ambientale, presenta in “Apocalypse Now – Clima,ambiente, cataclismi. Possiamo salvare il mondo. Ora” , volume uscito lo scorso novembre per le edizioni Artestampa. Senza dare nulla per scontato, conduce il lettore attraverso una precisa e puntuale disamina di quello che è oggi uno dei temi più dibattuti e sentiti ovunque: il cambiamento climatico in corso. La diagnosi è chiara: “il pianeta Terra è affetto da cambiamenti climatici antropogenici causati da infestazione di homo sapiens, da bulimia di combustibili fossili quali petrolio, carbone, gas naturale e da troppo fumo ricco di gas serra. La patologia è aggravata da deforestazione acuta e cementificazione selvaggia”.

Innumerevoli sono gli esempi, i dati raccolti, gli spunti di riflessione, le curiosità così come le critiche allo stile di vita che siamo abituati a condurre perché, citando George Burns, Lombroso stesso ci ricorda che “nessun fiocco di neve in una valanga si sente responsabile” ma la valanga, intanto, avrà già distrutto qualcosa di prezioso e, se non fosse ancora chiaro, si tratta nello specifico del nostro ecosistema: il luogo in cui viviamo, l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo di cui ci nutriamo. È inutile quindi continuare a parlarne come se fosse un problema del pianeta  e ce lo spiegavano già  George Carlin, un comico statunitense, con la sua famosa battuta: “Il pianeta sta bene. Siamo noi ad essere fottuti” e ancor prima, Richard Preston: “Il sistema immunitario della Terra, per così dire, ha riconosciuto la presenza della specie umana e sta cominciando a provvedere. La Terra sta tentando di liberarsi del parassita umano”.

Così Lombroso, nel suo dipingere un quadro completo di un argomento tanto complesso, continua il suo approfondimento guidando il discorso sulla necessità di azioni concrete non solo da parte dei singoli, ma anche di governi e Stati, ripercorrendo quindi i passi delle più importanti conferenze: dall’Earth Summit del 1992, attraverso le varie Conferences of the Parties tenutesi negli anni ’90 fino ad arrivare alle Conferenze di Copenaghen del 2009, di Cancun del 2010 e Durban nel 2011. Bisogna perdere le speranze? No, affatto. Ci sono soluzioni, buone pratiche, idee. Certo, occorrono determinazione, impegno e speranza, ma “siamo noi a decidere il futuro con le nostre scelte, con la consapevolezza, con gli stili di vita e con il modello di sviluppo che adotteremo”. Lombroso non omette nulla ed è davvero pregevole la quantità di informazioni che offre, senza mai lasciare in ombra nessun concetto. Anzi, a fine volume si trova persino una ricca lista di siti di riferimento dove poter ulteriormente approfondire la tematica.

Autore: Luca Lombroso

Titolo: Apocalypse Now - Clima, ambiente, cataclismi. Possiamo salvare il mondo. Ora

Pagine: 251

Casa editrice: Edizioni Artestampa

Prezzo: 17,00 euro

Note: Introduzione a cura di Federico Taddia

Inserito in: Novità, Recensioni
Alice de Carli Enrico

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Alice de Carli Enrico è traduttrice e giornalista freelance. Ha cominciato a leggere romanzi all'età di 8 anni e non ha più smesso. È appassionata di scrittura e lettura, dell'uso corretto della lingua italiana, di viaggi lunghi ed economici, del suono delle parole e di mari in tempesta. Ovunque vada porta sempre un libro con sé, l'unico oggetto in grado di renderla quieta anche nelle più improbabili situazioni. Cosa fa su MeLoLeggo? Scrive recensioni, dirige le pubblicazioni, revisiona racconti e romanzi dando la caccia all'errore con la meticolosità di un cecchino (a volte gli stessi scritti tremano dalla paura). Lavora tanto e consuma poco: necessita solo di una coperta, un divano e ovviamente un libro.

1 commento su "Apocalypse Now, di Luca Lombroso"

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  1. Giorgio ha detto:

    Ho letto il libro e ho partecipato ad una presentazione del libro con l’autore. Lo trovo molto istruttivo, scritto in modo nuovo e tratta un tema che sta a cuore a tutti. Va incentivata la diffusione secondo me. Giorgio di Mantova

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