In libreria: Confini incerti, di Agi Berta

Confini incerti

Agli inizi del ‘900 a Cakovec – città della Croazia settentrionale, vicino al confine con Austria e Ungheria – vivono gli Harmath, una famiglia della piccola nobiltà ungherese, di origine croata: Nandor, la moglie Cecilia e i figli Eugenio, Irene, Dusi e Nandor Junior. Dopo la prima guerra mondiale, con le nuove frontiere decretate a Versailles, gli Harmath diventano profughi, perdono tutti i loro beni e si trasferiscono a Budapest. I ragazzi Harmath vivono in modo diverso questo declassamento secondo la propria indole e le proprie ideologie. Ma una nuova guerra, un nuovo sistema sociale travolgeranno anche questi fragili equilibri.

Scritto in modo coinvolgente, Confini incerti è una storia di famiglia che è anche la nostra storia. Agi Berta, infatti, intreccia i ricordi privati con le drammatiche e travagliate vicende storiche che hanno scosso il cuore dell’Europa, arrivando fino ai giorni nostri. Da questa saga familiare vengono fuori personaggi forti, ben delineati e affascinanti nella loro “autenticità”.

Nel libro l’incertezza dei confini non è soltanto geografica, ma alberga nel cuore stesso degli uomini, alla ricerca di un loro posto nel mondo.

L’autore. Agi Berta nasce in Ungheria nel 1952. A 18 anni ottiene una borsa di studio e va in Polonia. Il matrimonio la porta poi a Napoli, dove si laurea in Storia e Filologia dell’Europa Orientale. Ha scritto alcuni capitoli per la Guida Verde dell’Ungheria del Touring Club, collaborato al volume Testi Mariani del Secondo Millennio e tradotto dall’ungherese Epépé di Ferenc Karinthy. Suoi racconti sono apparsi su Facebook e in varie riviste. Da due anni collabora con La Repubblica Esteri. Vive a Napoli, dove insegna.

 

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